Blade Runner

12/11/10 | Cinema

Cosa rende un uomo umano? Chi stabilisce cosa sia l'umanità e in base a quali criteri? Su questa ed altre questioni si interroga Blade Runner, capolavoro cinematografico del 1982.

Blade Runner, di Riddley Scott, è un cult della fantascienza, ma definirlo solo un film fantascientifico è perlomeno riduttivo. Ispirato al romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip k. Dick, questo capolavoro vaneggia poeticamente riflessioni filofiche circa la natura e l'essenza umana, pur non tradendo uno spirito ed un ritmo da triller.

Blade Runner anticipa di molti anni la tecnica cinematografica e l'evoluzione strettamente scenica della storia del grande schermo.

Il buono è del tutto buono? Il cattivo ha delle ragioni? L'umano è davvero umano? L'androide è un vero androide? Chi sa la verità e chi non la sa? Chi altri fa finta di sapere? La percezione della realtà, della verità, del giusto e dello sbagliato raggiungono quì una tale confusione da rimettere lo spettatore di fronte ad una serie di inevitabili domande. Prima fra tutte: basta sentirsi uomini per esserlo?

Sul finire del film persino le più scontate previsioni si frantumano di fronte all'incertezza, poiché l'essere umano è di per sè incerto e di questo si interroga amleticamente Blade Runner: di essere o non essere.

Harrison Ford in questa pellicola interpreta uno dei suoi ruoli più fortunati ed ispirati . Lo spaesamento e l'ingenua sicurezza sono sensazioni che il poliziotto Deckard (Ford) riesce a trasmettere con vero trasporto.

Se pensate di vedere un'”americanata” dai toni melodrammatici o dagli effetti speciali superlativi, guardate pure un altro film. In Blade Runner si fa filosofia fantascientifica!

Una curiosità, con ogni amico con quale ho condiviso riflessioni su questo film sono emerse teorie ed interpretazioni sempre diverse, chissà forse Riddley Scott se la ride beato mentre noi ci trastulliamo in letture più fantasiose della sua…

Vi lascio con una citazione dal film, una frase che è ormai entrata nella cultura popolare di molti paesi e che, in un certo qual modo, ci da la misura della fortuna e della longevità di questo american movie.

 

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire”.

 

12/11/2010


 

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