Intervista a Guido Marzucchi, Principe delle Feriae Matricularum senesi

07/05/11 | Interviste » Rubriche

guidomarzucchiSiamo in compagnia del Principe delle Feriae Matricularum, Guido Marzucchi, con lui cercheremo di approfondire meglio la conoscenza del folklore goliardico senese. Un’opportunità per introdurre i meno avvezzi a questa secolare cultura.

 

Guido, puoi spiegarci meglio come funziona il mondo delle Feriae Matricularum?

“Ciao a tutti e grazie per l’invito. Innanzitutto possiamo parlare della struttura interna. Per intenderci, siamo un gruppo di studenti di Siena, ma volendo anche di fuori sede. La norma ci impone di entrare a far parte dei Goliardi durante il primo anno di università, quando ancora siamo delle matricole, ci possono essere però casi particolari in cui un ragazzo può diventare membro anche negli anni universitari successivi al primo. Secondo le nostre regole, uno studente del primo anno diventa matricola solamente dopo il giorno dell’Acclamazione, la ricorrenza annuale che avviene poco prima delle Feriae Matricularum, la festa vera e propria. In questa giornata il popolo goliardico acclama il PBQS (Princeps Baliaque Senesium) alla città di Siena”.


Spiegaci anche cosa sono le Balie visto che hai menzionato questo termine.

“La Balie compongono la squadra che aiuta il principe a svolgere tutto ciò che concerne l’attività goliardica durante tutto l’anno, sono in pratica il suo braccio destro. Sono simili ai Mangini. Questa squadra di aiutanti generalmente ha l’età da 3° o 4° anno di università, hanno quindi 3 o 4 bolli. I bolli rappresentano il grado di anzianità di ogni studente. La matricola ha zero bolli, e viene generalmente chiamata scherzosamente meno che merda (minum quam merdam in latino), lo studente al secondo anno ha il soprannome di fagiolo (famelicissimique faseolo in latino). Andiamo poi a rifinire al giorno dell’Acclamazione in cui vengono presentati il Principe, che porta i colori della Balzana, e le Balie”.


In cosa consiste l’attività del Principe? Facci degli esempi…

“Il compito del Principe è prima di tutto organizzativo: raccolta di fondi; organizzazione attività (durante l’anno facciamo incontri, giri in montagna o al mare); organizzazione dell’Operetta, uno spettacolo teatrale che realizziamo ogni anno, e che dal 2003 è messo in scena al Teatro de’ Rozzi; e organizzazione del Numero Unico (la nostra voce, il nostro giornale, il nostro strumento di comunicazione)”.


Ci puoi dare qualche anticipazione sull’Operetta di quest’anno?

“L’operetta di quest’anno è il sequel dell’anno scorso. La precedente s’intitolava Il buco. Ovvero, non ci resta che vendere, ispirata alle vicende universitarie del 2010. Anche quest’anno abbiamo deciso di parlare di attualità senese, concentrandoci sulle elezioni del sindaco. Le date dello spettacolo saranno 11, 12 e 13 maggio. Invito tutti a venire, specialmente mercoledì 11, perché ci sarà un evento straordinario”.


Una domanda più personale. Perché ti sei avvicinato alle Feriae, cosa ti affascina di questo mondo?

“Parlo a titolo personale. Già mio padre faceva parte dei Goliardi, e già lui fu Principe, nel 1972. Diciamo che in famiglia le Feriae e la Goliardia sono un qualcosa di molto presente, hanno fatto parte della mia vita sin dal principio. Non mi sono quindi posto il problema: fare l’università avrebbe implicato per me far parte anche dei Goliardi. I valori che racchiude la goliardia non sono quelli di un qualsiasi gruppo di ragazzi, ci sono dei principi da apprendere prima ancora di entrare”.


La goliardia è presente anche in altre università italiane ed ha qualcosa di particolare. A Siena, nello specifico, che accezione si dà alla goliardia?

“Siena è un caso particolare, ha una goliardia specifica. E’ l’unica città che segue leggi diverse dalle altre dislocate in Piemonte, Umbria, Sardegna, ecc… Ciò porta alcuni attriti con le goliaradie estere, come noi le chiamiamo. Alla fin fine però facciamo tutti parte della stessa famiglia. Anche se a Siena, in particolare, la goliardia è una tradizione molto radicata”.


Ora che sei principe, cosa cambia nella tua esperienza?

“Io sono al sesto anno di università e avrei quindi 6 bolli; in quanto principe ho però infiniti bolli e potere assoluto per organizzare tutta l’annata. Anche la Balia ha potere sul popolo goliardico ma deve rendere conto al Principe. Questo traguardo rappresenta un po’ l’apice della carriera nelle Feriae, ma più che altro è un sogno. Personalmente ci tengo particolarmente alle Ferie, è un onore”.


Come si diventa Principe, si viene indicati? Ci si arriva con una serie di tappe?

“A questa domanda dovrebbe rispondere il Senato delle Feriae che mi ha eletto. Il Principe viene eletto, come si suol dire a berci, chi urla di più vince. Tutto questo perché ci sono più persone che si candidano come Principe, e le varie fazioni urlano per il proprio prediletto”.

 

 

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07/05/2011

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