Fallout 3: benvenuti nell’apocalisse

Fallout3PC31495Cinquant’anni di guerra fredda non si scordano facilmente, anche per chi anagraficamente può solo ricordarsi quando finì, e non certo quando cominciò. Ma di quel periodo, e dell’autentico shock nazionale che prese gli Stati Uniti al sapere che i sovietici si erano fatti anche loro la loro brava bombetta nucleare, rimangono testimonianze in quantità.

fallout3A più di uno scrittore e di uno sceneggiatore queste cose sono venute in mente al momento di immaginare cosa sarebbe successo se davvero la guerra termonucleare globale fosse scoppiata senza preavviso: e così è stato, la bellezza di quattordici anni fa, anche per i videogiochi, quando uscì il primo, glorioso Fallout. Ambientato un paio di secoli dopo lo scoppio del conflitto – giusto il tempo di far scendere un minimo le radiazioni di fondo e far crescere sani e forti i mutanti – il primo capitolo della serie riuscì a trasmettere, pur con le pesantissime limitazioni tecniche dell’epoca, uno spirito del tempo e un’autenticità davvero impressionanti. E giusto tre anni fa la serie si è arricchita di un terzo capitolo che davvero fa respirare nei dettagli più autentici, disgustosi e anche poetici la natura umana di fronte ad un’apocalisse del genere.

fallout3_1Fallout 3 parte dallo stesso canovaccio del primo capitolo della serie: dopo lo scoppio della guerra pochi fortunati hanno avuto la possibilità di rifugiarsi in bunker sotterranei chiamati Vault, progressivamente isolatisi l’uno dall’altro col passare degli anni. In uno di questi, a due secoli dalla guerra, uno degli abitanti sarà costretto ad uscire per cercare il padre misteriosamente scomparso, dando quindi al giocatore la possibilità di esplorare un’area enorme nei dintorni di Washington. Ed è qui che Fallout 3 mostra subito di che pasta è fatto.

Fallout-3-1010Che si tratti di combattere mostri mutanti, tagliagole da due soldi o di proteggere i pochi insediamenti di brave persone che cercano di sopravvivere, il terzo capitolo della serie lascia infatti al giocatore la più assoluta libertà d’azione. Volete ergervi a paladini del bene ed a sceriffi della legge morale? Padronissimi, ma potreste anche decidere di rubare tutto quello che non è inchiodato al pavimento, allearvi con i suddetti tagliagole e persino far esplodere (su commissione) una bomba nucleare in un villaggio di disgraziati. La scelta è interamente del giocatore, che però dovrà fare i conti con le conseguenze in ogni caso, grazie ai sistemi del karma e della reputazione, che registrano ogni scelta e influiscono sul destino del protagonista come una sorta di contrappasso, il primo divino ed il secondo umano. Il tutto in uno scenario curato nei dettagli più minuscoli, geograficamente come socialmente ed architetturalmente (vedere Washington bombardata mette veramente i brividi). E senza dimenticarsi né di una deliziosa colonna sonora anni ’40, che da sola fa respirare l’intero mondo di Fallout 3, né tantomeno di un cast notevolissimo, che include anche Ron Perlman, Liam Neeson e Malcolm McDowell.

Il risultato finale di questo mix riuscitissimo è un videogioco estremamente ambizioso sotto ogni aspetto, che riesce a dare ai giochi di ruolo una dimensione morale ed una flessibilità del tutto senza precedenti, avvolte intorno ad una storia che non ha di certo bisogno di draghi e elfi per coinvolgere il giocatore. Tanto è vero che Fallout 3, in buona compagnia, è finito addirittura allo Smithsonian Museum di Washington come esempio di arte interattiva, e di certo non per sbaglio.

 

19/05/2011

 

http://www.youtube.com/watch?v=MkxC4klba_Q

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