Il Dio dei manga ed i suoi Adolf

230px-Adorufu_ni_tsugu_01_fcAnche se al momento pare subire la concorrenza – pure qui – degli altri paesi dell’Asia orientale, la produzione giapponese di fumetti, o meglio di manga, ha preso d’assalto l’Italia nel corso degli ultimi vent’anni, portando anche i più giovani a scoprire sia opere sempreverdi che nuove proposte di autori fino a ieri sconosciuti. Ma per introdurre questa tipicità geografica sulle pagine de ilparere.net è impossibile scegliere un autore diverso da Osamu Tezuka, il Walt Disney del sol levante.

Padre di Astroboy, Kimba, Black Jack e tante, tantissime altre icone culturali moderne, Tezuka è spesso definito il manga no kamisama, ovvero il Dio di questa forma espressiva. Il che, considerata la tradizione giapponese della monarchia di diritto divino, assume un connotato del tutto particolare; ma a differenza del tenno, Tezuka ha saputo conquistarsi questo titolo grazie ad una vena creativa che ha segnato l’intera cultura mondiale del fumetto nella seconda metà del ventesimo secolo, e con un respiro tale da coinvolgere anche tematiche molto poco fantastiche.adolf

E questo è sicuramente il caso de La Storia dei Tre Adolf, un’opera del 1983 nella quale Tezuka affronta, nel Giappone fanaticamente alleato del Fuhrer, un’ipotesi storica sulla quale si sono scervellati in parecchi: e se Hitler avesse avuto nelle vene sangue ebraico? La storia è quella di Sohei Toge, un giornalista giapponese che arriva nella Berlino del 1936 per i giochi olimpici. Una volta in terra tedesca assisterà all’omicidio del fratello, che scoprirà essere un desaparecido: nessuno ha infatti mai conosciuto, visto o aiutato Isao nella sua permanenza. Determinato a scoprire la verità, Toge intreccerà le sue indagini con le vicende dei tre Adolf del titolo, ovvero Adolf Kaufmann, un mezzosangue nippo-tedesco, Adolf Kamil – un ebreo ashkenazita che vive nel Giappone della dittatura militare – e lo stesso Hitler.tezuka1

La complessità dei personaggi è uno dei tratti distintivi dell’opera di Tezuka, a partire dall’amicizia tra Kaufmann e Kamil (messa a dura prova dal brillante futuro che attende il primo nel partito nazista) per arrivare all’enorme forza di volontà di Toge, che non esiterà a mettere a rischio ogni aspetto della sua vita per arrivare alla verità. Ma altrettanto centrale è il vero messaggio di Tezuka, ovvero il fatto che l’odio degli uomini per i loro fratelli genera mostri, inequivocabilmente e dalla notte dei tempi: un messaggio che, per meglio risaltare nel manga, impone uno stile grafico decisamente più sobrio del solito e inquadrature prive di sperimentazioni. Il risultato è un’opera sobria quanto profonda, che racchiude un messaggio efficace senza essere melenso e che proprio per la sua semplicità espressiva riesce a dare efficacia a quanto Tezuka ha voluto affermare nei cinque volumetti de La Storia dei Tre Adolf – più volte pubblicati in Italia da Hazard in versione originale, ovvero con lettura da destra a sinistra.

 

26/05/2011

 

 


MULTIMEDIA
Fotogallery