Un portale sul fantasy in Via San Martino

08/06/11 | Affreschi » Rubriche

IMG_2589_2Warhammer, Dungeons & Dragons, Mythos, Elfquest, WaRP. Sono solo cinque dei nomi di giochi di ruolo da tavolo che è possibile trovare in circolazione, almeno in Italia. Giochi di ruolo che il più delle volte vengono utilizzati in fumetterie specializzate, e che forse anche dopo l’avvento del web non scompariranno, visto che veicolano molto di più del semplice regolamento: veicolano compagnia, amicizie, chiacchierate, ritrovi serali, ritrovi pomeridiani e così via. Insomma, pensare di giocare a cose del genere davanti al computer sembra quasi impossibile, visto che l’anima del gioco spesso vive nella compagnia.

Via S. Martino numero 36: un indirizzo che per molti senesi, o studenti fuori sede, non rimanda ad alcuna situazione o locale particolare – a parte il vecchio Bella Vista Social Pub. Eppure dietro a quel pesante portone in legno si nasconde un mondo misterioso ai più. Stiamo parlando dell’associazione Emora (già Dragons’ Lair), un club ludico fondato diciassette anni fa da Nicola Marrocchi, Valentino Fabbri ed Elisa Cecchini. Diciassette anni di attività nel campo dei giochi da tavolo e dei fumetti. I soci al seguito sono più di venti ed innumerevoli i partecipanti occasionali. La vecchia sede di Dragons’ Lair, chiamandola con il suo nome precedente, era localizzata nientemeno che ad Arbia, nella ridente cittadina alle porte di Siena, e Tommaso Bellocchio è uno di questo soci, un ragazzo sulla trentina che coltiva sin da bambino l’amore per quest’hobby/gioco. “L’associazione Emora” – ci dice – “nasce come risposta concreta alla vita di contrada. Ci rivolgiamo principalmente ai giovani e agli studenti fuori sede, che per ovvi motivi non partecipano alla vita di contrada, che come si sa occupa buona parte del tempo libero dei residenti. Il club, per così dire, è un punto di aggregazione reale, che coinvolge ragazzi e ragazze di tutte le età: passano di qui sia ragazzi minorenni che quarantenni avanzati.

17 anni di attività” – continua Bellocchio – “sono tanti, come tanti sono i ricordi legati alle persone passate da questo luogo: ragazzi che finita l’università se ne sono andati, chi ha aperto un’attività fuori Siena, chi ha smesso per noia, e chi” – dice riferendosi ad un amico – “come Daniele non c’è più, morto in un incidente stradale poco dopo una serie di conferenze da noi organizzate sui giochi da tavolo. Diciamo che dopo quasi due decenni di vita le tracce del passato sono molte, positive e negative, questo è certo: ma l’importante è che noi continuiamo ad esserci come punto di ritrovo per i ragazzi che intendono coltivare questa bellissima passione”.

 

08/06/2011

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