Un teologo di sei anni e un filosofo di pezza: Calvin & Hobbes

calvin_et_hobbes_2Per molto tempo le strips, i fumetti giornalieri nei quotidiani, sono stati visti come la forma meno nobile dell’arte: un po’ per il loro essere effimeri ed il loro dover sempre e comunque apparire ogni giorno, ed un bel po’ di più per i limiti che la forma espositiva imponeva ai loro autori. Non che questo abbia impedito a persone come Charles Shultz, il papà dei Peanuts, o al sudamericano Quino e alla sua Mafalda di diventare autori di rango, beninteso; e tra loro va aggiunto anche Bill Watterson, il padre di una delle strisce più divertenti, poetiche e scanzonate di sempre, ovvero Calvin & Hobbes.

calvin_6691I due protagonisti sono un bambino di sei anni, pestifero quanto basta, e la sua tigre di pezza, che si trasforma in un compagno di avventure, oltre che oratore e spalla, solo quando l’unica persona presente è il suo biondo proprietario. Si tratta di un punto di partenza bambinesco, e proprio per questo è degno di nota come Watterson sia stato capace di utilizzare la sua creazione per discutere e far riflettere il suo pubblico su temi come l’ambiente, l’insensatezza dei sondaggi d’opinione, l’educazione dei figli ed il dover abbandonare la fanciullezza. Senza dimenticare qualche velenosa stoccata al mondo dell’arte moderna – dove un brontosauro su di un’astronave viene difeso da Calvin come “espressione avanguardista” – e al sistema dell’educazione pubblica americana, università incluse: insomma, in poco tempo Calvin & Hobbes seppe divenire una sorta di Doonesbury per ragazzi, senza mai venir meno né all’integrità artistica del suo creatore e né tantomeno alla capacità di far morire dal ridere il lettore. 

calvin_hobbes_640_480Dal primo anno di pubblicazione fino alla sua conclusione dieci anni dopo, il giorno di Capodanno del 1995, le 3160 strisce di Calvin & Hobbes hanno quindi saputo far ridere quanto riflettere e sognare quando sorridere, portando di nuovo per qualche secondo ognuno di noi in quel mondo irripetibile che avevamo intorno da bambini. Dove una scatola da imballaggio può diventare un’astronave, un alter ego supereroistico è sempre dietro l’angolo e dove, malgrado tutto, è sempre possibile rifugiarsi per qualche minuto, immergendosi nuovamente nelle pagine delle strisce di Watterson.

 

23/06/2011

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