Che c’è in tavola per il Ramadan?

220px-Lanterns_from_belowQuasi un miliardo di persone in tutto il mondo si sono alzate questa mattina all’alba di ogni fuso orario, hanno aperto il frigo per la terza o quarta volta dalle 20:00 di ieri sera e si sono preparate l’ultima colazione prima del secondo giorno di questo Ramadan 2011. Il calendario del famoso digiuno musulmano è in realtà materia controversa: per arrivare alla data ufficiale del 1 agosto 2011, come ogni anno accese discussioni si sono sollevate tra fautori dell’impareggiabile astronomia islamica e quelli che sostengono ancora di dover avvistare a occhio nudo la mezzaluna crescente della bandiera del Saladino.

In ogni caso il Ramadan è iniziato e, da quando Maometto festeggiò la rivelazione dell’arcangelo Gabriele con la sua prima moglie e un cugino cristiano, è evidente che molte cose sono cambiate. Molte anche rispetto al Ramadan dell’anno scorso, che fu celebrato da tre dittatori in più rispetto a quanti ne rimangono oggi, più o meno saldamente, nei paesi del mondo arabo. Mentre in questi 30 giorni i regimi di Siria, Yemen e Giordania sperano di veder calare il livello di tensione interna, le opposizioni proclamano che faranno di tutto per approfittare delle preghiere collettive e per estendere le proteste alla fascia notturna. Se normalmente infatti il principale momento di aggregazione per i praticanti musulmani è la preghiera del venerdì sera – momento scatenante di molte proteste nei mesi scorsi – durante il Ramadan ogni giorno è prevista nelle moschee la lettura di una sezione del Corano, per un totale di trenta alla fine del mese. In questo periodo si registrano regolarmente aumenti dell’inflazione e dei prezzi degli alimenti. La gente assume – o almeno dovrebbe, secondo i precetti dell’Islam – uno stile di vita più libero da impegni e improntato a riflessività. Tutti sentono più stanchezza e insofferenza per la routine, in mancanza del cibo e delle energie necessarie a sostenerla. Il digiuno dura dall’alba al tramonto, le ore di sonno sono continuamente interrotte da spuntini notturni: gli orologi biologici sono sfasati e gli spiriti in preda a una specie di esasperazione. Il tutto è vissuto con un senso generale di gioiosa partecipazione. 

Anche le donne incinte, a meno che non provochi danni alla gravidanza, sono tenute a partecipare, e gli uomini d’affari in viaggio devono recuperare i giorni di digiuno al di fuori del Ramadan. Abbuffate a base di datteri, zuppa di legumi (Harira), dolci al miele e le immancabili soap operas trasmesse per l’occasione dalle tv di stato assieme e ai versetti coranici: a parte qualche fuori programma, se così lo si può chiamare quando ci sono i carri armati per le strade, perché tutto questo non dovrebbe ripetersi uguale agli ultimi 1400 anni?

 

02/08/2011

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