Buon compleanno al più famoso scozzese del secolo

James_BondIl 25 agosto del 1930 nacquero contemporaneamente a Edimburgo l’agente 007, il padre di Indiana Jones, l’uomo più sexy del secolo e il più grande scozzese vivente: Sean Connery si appresta a stappare per i suoi 81 anni, splendidamente portati, una bottiglia di Merlot del Cile, nonostante il fatto che i medici glielo abbiano espressamente sconsigliato: “Certo che bevo vino rosso. È per via del mio amico David Murray, che possiede due vigne in Francia: lui mi ha dimostrato che è un toccasana per la salute” ha dichiarato di recente alla rivista Wine Spectator.

Salute a parte (un’insufficienza cardiaca, i problemi alla vista, un tumore ai reni esportatogli nel 2006 e un supposto tumore alla gola, per cui diverse agenzie di stampa lo diedero per morto già nel 1993) Connery ne ha ben d’onde, di brindare al giorno in cui venne al mondo da un camionista e una cameriera di Fountainbridge, quartiere operaio della capitale scozzese. Assorto a rango nobiliare nel 1999, da anni in testa alla classifica degli attori più richi del Regno Unito con una fortuna da 66 milioni di sterline, l’ex giocatore del Manchester United, bagnino, lavapiatti e muratore è un tipico esempio scozzese (ossia schietto e più che un po’ burbero) di self made man. Tra gli altri mestieri che fece una volta congedato dalla marina per motivi di salute si annoverano la guardia del corpo, il verniciatore di bare, il modello di nudo e naturalmente, dopo essere arrivato terzo al concorso di mister universo nel 1953, l’agente segreto Bond.

“Tra le mille raccomandazioni che ho avuto c’è quella di non citare James Bond. Mi si dice che al solo udire il nome Bond si arrabbia, si alza e va via”. Così Oriana Fallaci in un’intervista del 1965, quando Bond era al quarto film (Thunderball) e nessuno immaginava che ce ne sarebbero stati altri 18 prima del senese Quantum of Solace. Degli attori che hanno ricoperto il ruolo – Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan e da ultimo Daniel Craig – nessuno più di Connery è stato inscindibilemte identificato dal pubblico con questa icona della cultura pop inglese dal periodo della guerra fredda fino a oggi. Connery ha cercato fin da subito di scrollarsene i panni di dosso, per orgoglio scozzese (è sostenitore del partito separatista SNP, e ha tatuato su un braccio Scotland Forever) e per amore proprio di attore. Ma saranno bastate le parti da protagonista in Marnie di Hitchcock, in Hill di Sindney Lumet e ne Il Nome della Rosa, a mettere in ombra il senso dell’umorismo e della leggerezza di questo atipico e quasi immortale highlander? E si adatta di più ai suoi 81 anni il ritratto dello scrittore misantropo di Scoprendo Forrester, o piuttosto quello dell’arzillo Henry in Indiana Jones e l’Ultima Crociata? Non a caso, si vocifera che l’attore avesse intenzione di tornare a lavorare con Spielberg per il quinto episodio della serie; come se, oltre che per ragioni di bottega, a Connery non bastassero mai le occasioni per scrollarsi di dosso l’etichetta dell’agente con licenza di uccidere più affascinante del secolo scorso.

 

24/08/2011

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