Vita e muse di Pablo Picasso

 

Picasso_donneLa prima fu, come per tutti, la madre. Maria Picasso y Lopez, di ascendenze italiane (il bisnonno Tommaso era ligure, di Sori) diede alla luce Pablo Picasso a Malaga il 25 ottobre 1881, esattamente 130 anni fa. Fu lei a ricordare che “piz”, diminutivo spagnolo di làpiz, “matita”, fu la prima parola pronunciata dal neonato astro della pittura modernista.

 

 

Poi toccò con ogni probabilità a diverse fidanzatine adolescenziali – che l’enfant prodige potè affascinare con una mostra già all’età di 14 anni – e a più di un paio di relazioni “universitarie” a Barcellona, prima che riuscisse a agguantare il sogno di qualsiasi perdigiorno parigino (e non solo). Una ballerina russa, Olga Chochlova, della troupe del mitico Sergej Djagilev. Djagilev ebbe le sue scenografie (come da contratto) e la Chochlova ebbe un marmocchio, entrambi con la firma di Picasso – che nella Parigi del 1918 cominciava a esser conosciuta. Ma la Parigi della ballerina non era la Parigi di Pablo, e dall’underground bohémien saltò fuori la diciassettenne Marie Therese Walter. Voleva sposarlo (del resto, aveva sposato la Chochlova), invece rimase a bocca asciutta – e con una figlia – finché si suicidò, 5 anni dopo la morte di lui.

Non saltiamo comunque alle conclusioni. Prima di morire, e fino a pochissimo prima, Pablo, che non era mai stato un bell’uomo, continuò a frequentare muse sempre più belle e giovani. Come Jaqueline Roque, a cui dedicò una serie di indimenticabili ceramiche. O Françoise Gilot, studentessa d’arte protagonista di diversi disegni a china, unica che lo lasciò (ma perché aveva troppe amanti). O come la nobildonna italiana Giovanna Pignatelli Aragona Cortes, alla quale regalò un quadro della Promenade des Anglais a Nizza.

E ancora Eva, Fernande, Dora, Geneviève, Sylviette… nomi da cui nessuna biografia sull’autore delle Demoiselles d’Avignon può prescindere. Ne parlano anche un film del 1996, Surviving Picasso di James Ivory (con Antony Hopkins) e un dramma di Brian McAver, Le donne di Picasso, che ha aperto quest’ottobre la stagione teatrale al Ghione di Roma. Ma soprattutto ne parlò lui stesso, in alcune delle sue opere più indimenticabili. Donne che non si capiscono senza le opere, e opere che, come forse lo stesso Picasso, non si capiscono senza le donne.

 

 

26/10/2011

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