Vent’anni di www

Url, Http, Html, ma soprattutto Www. Sono queste le invenzioni in codice di un autentico Da Vinci del XXI secolo. Sì, perché se videro la luce alla fine della Guerra Fredda – come molti lettori del Parere – le creature di Sir Tim Berners-Lee sono (forse) giunte a maturazione solo adesso, a vent’anni esatti dallo “eureka”. Assieme a un’intera generazione di cybernauti.

Il compleanno non potrebbe esser meglio celebrato su queste pagine – figlie, anch’esse, della famiglia “www” – che riportando le parole del grande scienziato, ospite oggi a Roma del convegno Happy Birthday Web, a lui dedicato:

L’inizio potrebbe essere addirittura il 1980 quando scrissi un programma che si chiamava Enquire: io ero un giovane fisico e lavoravo al Cern di Ginevra. Quel programma mi serviva a tenere traccia del complesso di relazioni fra persone, idee, progetti e computer di quella straordinaria comunità di scienziati. Era solo ad uso personale. Poi nel 1989 scrissi un memo ai miei capi, un memo storico anche se allora non potevo saperlo. Proponevo di creare uno spazio comune dove mettere le informazioni a disposizione di tutti: lo chiamai il Web. L’idea era avere una rete dove chiunque potesse facilmente avere accesso a qualunque informazione, e dove aggiungere informazioni fosse altrettanto facile. Nel 1991 già funzionava fra gli scienziati e ho iniziato a diffonderla nel resto del mondo. Sono passati vent’anni esatti e posso dire che abbiamo avuto un certo successo…”

Come dargli torto? Fu un grande regalo e un piccolo click, quello con cui Tim dal suo computer di Ginevra mandò un messaggio al newsgroup alt.hypertext con la descrizione del sistema Web già utilizzato all’interno del Cern. Era il 1991, Tim aveva 36 anni, era un ricercatore pieno di voglia di fare (cose, più che soldi) e di innovare. Ora di anni ne ha venti in più, di soldi più o meno quanto prima (la riconoscenza non è obbligatoria, nemmeno per regali come il suo). La regina Elisabetta lo ha fatto baronetto nel 2004, da Ginevra si è spostato al MIT di Boston e, se deve dire la verità, non è ancora del tutto soddisfatto:

“Sono molto contento della quantità incredibile di cose successe in questi venti anni – ha dichiarato – ma purtroppo non vedo tanta gente che usa il Web in modo efficace per realizzare nuove idee. Internet è nato come piattaforma per lavorare insieme, e invece quasi tutti si limitano a usarlo per leggere e basta. Evidentemente gli strumenti di collaborazione che abbiamo non sono ancora adeguati.

14/11/2011

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