Vasco Rossi. Il provoca(u)tore

Dal 1983 Red Ronnie raccoglie materiale video su Vasco Rossi. Ieri, per i suoi sessant’anni suonati, glieli ha regalati in blocco, in una diretta web no stop, il Vasco day.

La prima cosa vista collegandosi alla maratona web è il povero Marco Pantani, il Pirata, che si presta a cantare una canzone, oltretutto non di Vasco Rossi, mentre il cantante se ne sta in un angolo a fumare una sigaretta, sorridendo alle telecamere per le terribili stonature dello sportivo. Siamo nel pieno degli anni Novanta.

Vasco Rossi, noto ai più come Vasco, Blasco, o Komandante, è un cantautore italiano fra i più discussi, amati e nel contempo odiati, con all’attivo qualcosa come 16 album da studio, 7 live e 2 raccolte ufficiali, per un totale di circa 30 milioni di copie vendute.

Nasce a Zocca, nel modenese, il 7 febbraio del 1952, da padre camionista, il quale sceglie il suo nome in onore di un compagno di prigionia in Germania, durante la seconda guerra mondiale.

A soli 13 anni vince l’Usignolo d’oro, manifestazione canora nata per contrastare l’egemonia dello Zecchino d’Oro, preannunciando così già in giovane età la sua propensione a porsi contro il sistema delle cose; non sarà forse un caso se, l’anno successivo, si unisce ad una band chiamata “killer”.

Siamo ormai già nel 1975, quando Vasco fonda una piccola radio libera, Punto Radio, il cui programma di maggior successo, Il muretto, simbolizza perfettamente l’adolescenza di tantissimi ragazzi di quegli anni, frequentatori assidui proprio dei muretti dei parchi, delle palazzine e dei condomini delle nostre città, sui quali le radioline sono ovviamente sintonizzate con le onde del Blasco. Questa esperienza da dj segna profondamente la sua carriera, spingendolo ad abbracciare la chitarra e a comporre per la prima volta pezzi propri, galvanizzato dal successo e dalla attitudine a show man che gli è propria. Due anni dopo, infatti, incide il suo primo 45 giri, Jenny/Silvia, che apre un intenso biennio produttivo, conclusosi poi con Albachiara, destinato a divenire uno dei pezzi più conosciuti del musicista. Il 1980 si apre con Colpa d’Alfredo, ritenuto volgare e offensivo, e per questo censurato da molte stazioni radiofoniche, ma comunque di grande successo.

Tornati sulla diretta web, scopriamo un affaticato Red Ronnie che lancia la sua prima intervista al cantante, anno 1983. Alla domanda “Vasco, cosa ti ricordi degli anni ’60?”, lui risponde: “Niente”.

Gli anni che vanno dall’81 all’84, invece, Vasco probabilmente se li ricorda bene; anni che vedono la sua fama crescere incredibilmente, farcita da due apparizioni provocatorie al Festival di San Remo e dal suo arresto per detenzione di droga. In carcere, per soli 22 giorni, riceve anche la visita di De Andrè e Dori Ghezzi. Dopo il fondo, che amplia ulteriormente la sua celebrità, la rinascita: dal 1987 inpoi, ha infatti inizio il periodo degli stadi. I palazzetti e i club sono oramai spazi troppo ristretti per ospitare tutti i suoi fans.

Di li in poi ogni cosa che tocca diventa oro, qualsiasi canzone composta scala le classifiche, ogni sua apparizione è sacrosanta, e tutti i suoi concerti diventano eventi imperdibili. Negli ultimi anni sfonda ogni record, diventando uno dei cantanti italiani più famosi e apprezzati al mondo.

Gli ultimi anni vedono un suo ripiegarsi su se stesso, appoggiandosi comodo sulla sua grande fama, vivendo quasi di rendita. Ultimamente, siamo nel febbraio del 2011, Vasco incide il suo ultimo album, Vivere o niente, subito in cima alla classifica dei dischi più venduti. Il 26 giugno dello stesso anno, in una intervista a Vincenzo Mollica, dichiara: “è felicemente conclusa la mia straordinaria attività di rockstar» e che «questa [quella in corso in quel momento] è l’ultima tournée di questo tipo”. Il mese successivo viene ricoverato in ospedale per un insistente mal di schiena, dovuto alla frattura di una costola. Nei mesi seguenti esce, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia, il film documentario Questa storia qua, oltre alla biografia La versione di Vasco, con 130.000 copie vendute.

Nel frattempo, sul web, Red Ronnie sembra non farcela più, la diretta è sfiancante, troppo materiale solo su di una persona, divenuta negli anni personaggio, simbolo, ispirazione; Vasco pare ormai essersi messo a riposo. Forse dovrebbe farlo anche Red Ronnie.

 

Diego Perucci

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