A Lunedilibri un tributo ad Ilaria Alpi

11/03/12 | Libri

Un incontro che va oltre l’ambito letterario e che si carica di significati etici e civili quello in programma nell’ambito della rassegna “Lunedìlibri”, per le ore 17.30 di lunedì 12, nella Sala storica della Biblioteca degli Intronati (via della Sapienza, 5).

Stefano Massini, giovane scrittore fiorentino, presenterà infatti il suo ultimo lavoro, fresco di stampa e dal titolo eloquente: “Lo schifo. Omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione” (Corvino Meda Editore).

Prevista anche la partecipazione di Maria Grazia Gregori, critico teatrale.

Il libro, nato proprio come sceneggiatura teatrale, intende ricostruire le cause e le dinamiche dell’omicidio della giornalista e dell’operatore triestino Miran Hrovatin, avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994, articolandosi sulla prospettiva della stessa Alpi che contestualizza la sua presenza nel Corno d’Africa e ne sviluppa il percorso.

Dalla notte antecedente l’ultimo volo Roma-Mogadiscio, alla scoperta di interessi e faccende scottanti, come il traffico illegale di rifiuti tossici e armi, fino al tragico epilogo.

Una vicenda collocata nella prefazione di Walter Veltroni in quel “grumo grigio che nasconde la verità e che ha reso la nostra democrazia una democrazia incompiuta”, al pari di altre di tante altre pagine, ancora irrisolte, della storia italiana.

Sono gli anni della guerra civile tra il governo centrale del dittatore Siad Barre e i separatisti islamici della regione settentrionale del Puntland, in un Paese soggiogato da un sistema di connivenze ed affari internazionali che smuovono cifre a tanti zeri.

Il quadro tracciato da Massini vuole far emergere le tensioni e le dinamiche di quel contesto politico ed ambientale, in cui la fanno da padrone i signori della guerra, i trafficanti di armi e rifiuti tossici, i faccendieri senza scrupoli, i servizi segreti, in un’asse tra Italia e Somalia che evoca terrificanti abissi di illegalità, omertà e coperture di ogni tipo, incensati dal richiamo alla solidarietà e alla cooperazione allo sviluppo. Costante il riferimento del testo ai 1400 miliardi di lire nazionali, ufficialmente destinati alla costruzione di infrastrutture tanto imponenti, quanto di dubbia necessità, e all’invio umanitario di sacchi di riso e farina per le popolazioni autoctone, gestito attraverso i pescherecci della “Shifco”.

La Shifco e lo schifo del titolo, in un anagramma che spaventa per gli scenari evocati dalla penna di Massini e dalla postfazione di Mariangela Gritta Grainer, portavoce dell’associazione Ilaria Alpi.

Un libro che trascina civilmente ed emotivamente il lettore e pone domande come macigni, portando ad intuire certe risposte, anche in assenza di prove, nel senso strettamente giuridico del termine.

 

Articoli correlati

MULTIMEDIA
Fotogallery