Pollock in 3D

26/04/12 | Arte

Martin Klimas è un fotografo tedesco che da sempre si ispira alla figura artistica di Pollock e agli studi dello scienziato Hans Jenny sulle onde acustiche.

Martin Klimas, dopo aver congelato le fratture della porcellana, congela il suono, ma al tempo stesso esaspera il dinamismo.

L’artista di Dusseldorf, nel suo precedente lavoro fotografico, lasciava cadere statuette di porcellana, raffiguranti pose in movimento di svariati soggetti, da un’altezza approssimativa di circa tre metri, per poi fotografare il momento preciso del loro impatto al suolo e il principio primo della loro deflagrazione.

Ora, nel suo ultimo progetto costatogli sei mesi di lavoro, diciotto litri di vernice e più di mille scatti fotografici, il tedesco propone le vibrazioni della musica (nella fattispecie Jimi Hendrix, Miles Davis e i Kraftwerk), lasciando pulsare i potenti battiti di due casse sdraiate a terra e registrando in immagini i movimenti delle vernici, sottoposte a forti onde d’urto sonore.

Il conflitto cinetico, i salti di variazione continui e la dinamica del suono subiscono l’effetto del loro congelamento a causa dell’obbiettivo fotografico, restando paralizzati nell’attimo in cui accadono, principiano, vivono.

Painting with sound, questo il titolo dell’ultima fatica di Martin, colori per l’udito, un Jackson Pollock in 3D, il movimento e il suono cristallizzati in una ampia gamma di tonalità sgargianti.

 

Diego Perucci

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