Radio Popolare torna ad occuparsi del San Niccolò e del recupero della sua memoria

22/05/12 | Società

Ancora una volta la radio lombarda Radio Popolare è tornata ad occuparsi del San Niccolò, l’ex area manicomiale di Siena; questa volta con uno speciale di un’ora, andato in onda il 9 aprile e riascoltabile in podcast all’URL http://www.radiopopolare.it/comunicati/anno/2012/mese/04/n/1395/.

Nello speciale la speaker/studentessa dell’Unisi Romana De Micheli tira le fila delle vicende relative all’ex manicomio, sempre più attuali per la città all’indomani della candidatura a Capitale europea della cultura 2019 (solo nel 2014 si saprà se sarà Siena a rappresentare l’Italia nel 2019). Pierluigi Sacco, presidente del comitato locale costituito a dicembre per lavorare ai progetti di riqualifica culturale per la candidatura e professore di Economia della Cultura alla Bocconi, ha spiegato ai microfoni di Radio Popolare il significato di questa candidatura, il modus operandi da applicare e gli obiettivi che il comitato si pone. Luigi Di Corato e Anna Carli, rispettivamente coordinatore del lavoro dei sottogruppi che costituiscono il comitato e coordinatrice del sottogruppo che lavora sul patrimonio culturale della città, hanno spiegato se e come è possibile valorizzare un progetto che riordini e recuperi i significati e i valori culturali che l’ex area manicomiale, sotto qualche maceria, ancora conserva.

L’area costituisce indubbiamente un bene anche economico, un “polmone verde” all’interno delle mura dove l’elevata densità architettonica ed il valore storico del centro valorizzano esponenzialmente ogni centimetro quadrato disponibile.

Per capire la storia del manicomio e al tempo stesso le difficoltà che oggi impediscono o rallentano un completo recupero dell’area – all’interno della quale ancora gravano tra l’altro vincoli importanti (come il vincolo architettonico sull’edificio Conolly che continua a deteriorarsi davanti all’indifferenza generale, mentre basterebbero 10.000 € per la messa in sicurezza) – Romana De Micheli è andata a intervistare Cesare Bondioli e Mario Maiorano, rispettivamente lo psichiatra e il dirigente ASL che, incaricati direttamente dalla Regione nel 1997, nell’arco di due anni si occuparono della chiusura definitiva dei reparti manicomiali con la dimissione degli ultimi pazienti.

Per scoprire che fine ha fatto il “residuo manicomiale”, quali ricordi si porta dietro e come si articola la sua quotidianità oggi i microfoni di Radio Popolare hanno raggiunto Bruno, Maria e Gabriella, ex internati che dentro al manicomio hanno passato la maggior parte della loro esistenza.

C’è chi si occupa e lavora attivamente per recuperare questa memoria: studenti, ricercatori, professori. Ancora rimane un immenso archivio a testimoniare la vita dell’ospedale: 20.000 foto e 40.000 cartelle cliniche che raccontano la vita del S.Niccolò dal 1820. Di questo patrimonio urge una digitalizzazione completa. Finora sono stati trovati i fondi solo per le fotografie. Il materiale più ricco però, anche se meno scenografico, è contenuto nelle cartelle cliniche dove si possono reperire informazioni di varia natura sulla storia della nostra società.

Intanto tutto resta fermo: l’archivio rimane abbandonato e il Conolly continua a perdere pezzi. Rimangono i (dis)accordi tra ASL e Comune: la proprietà pesa sulla ASL che, supponiamo, la cederebbe volentieri. Radio Popolare, nei panni di Romana De Micheli, ha chiesto più volte un incontro per approfondire la vicenda sia con il Comune che con la ASL, purtroppo invano.

Nella speranza che presto la questione possa ricevere l’attenzione che merita, a maggior ragione nelle strategie di recupero che la città metterà in campo per la sua candidatura a Capitale della cultura, le parole di Bruno, Maria e Gabriella ci aiutano a ricordare e pesano (o dovrebbero) come macigni sulla coscienza di tutti.

 

Foto di Samuele Mancini

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