Lunedilibri chiude la stagione con “I Pappagalli”

23/05/12 | Libri

Si è conclusa ieri sera, nella Sala storica della Biblioteca degli Intronati, l’edizione 2011/12 di Lunedìlibri, rassegna culturale dalla formula consolidata, promossa dal Comune in collaborazione con l’Università degli Studi di Siena, l’associazione “Amici delle biblioteche” e le librerie Feltrinelli, Mondadori e Senese.

Per il filone “Autori toscani presentati da giovani letterati”, Giuseppe Bonura, dottorando di ricerca in Filologia e Letteratura italiana all’Università per Stranieri di Siena, ha introdotto Filippo Bologna, giovane scrittore originario di San Casciano dei Bagni, come <<un autore dalla prosa veloce e agile, legato in maniera sanguigna alla propria terra>> e la sua ultima opera, “I pappagalli”, pubblicata da Fandango Libri.

Un racconto frizzante, ad alto ritmo narrativo, che intreccia le vite e le vicende di tre scrittori cinici e narcisisti, raffigurati come macchiette, in competizione per l’assegnazione di un Premio letterario di provincia. Una conquista idealizzata, che assume un valore assoluto nella percezione dei tre protagonisti, disposti a mettere in gioco la propria dignità, addirittura la vita stessa, pur di ottenere l’agognata vittoria, e con essa fama e notorietà.

<<Per me, scrivere è un atto di resistenza – ha commentato Bologna – contro l’omologazione e l’oblio. Mi piace scrivere “contro”, in questo caso contro la vanità,espressa con la figura dei pappagalli e contestualizzata in un mondo che conosco bene, quello degli scrittori. I miei personaggi svelano comunque una vena comica e si riscattano con una pietas che li rende umani>>.

Recuperando una citazione di Arbasino, Bologna fissa le tre fasi evolutive della professione e della figura dello scrittore: il debutto, la maturità e il declino, rappresentate e stereotipate attraverso le figure dell’Esordiente, dello Scrittore e del Maestro.

Attraverso lo sguardo onnisciente del narratore, analogo alla prospettiva aerea degli uccelli che vedono tutto dall’alto, si generano tensioni e contrasti dialettici che percorrono tutto il libro, generando sviluppi narrativi talvolta imprevedibili. Così, può accadere che l’Esordiente si ritrovi nella situazione di dover perdere, anziché voler vincere, il Premio, per le ansie di amore della fidanzata; oppure, che lo Scrittore celi, e poi sveli, il grande bluff che gli ha conferito, negli anni, gloria e successo; infine, che il Maestro, nonostante l’età veneranda e la lunga esperienza, ricorra ad espedienti tanto irrazionali, quanto patetici, pur di rendere immortale se stesso e la sua ultima opera. L’humor, da commedia nera, che percorre tutto il racconto, trova quindi massima espressione nell’epilogo della storia, che non rende gloria, né tanto meno onore, a nessuno dei tre scrittori.

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