Giuliano Vanni, una mosca bianca nell’arte contemporanea

19/06/12 | Album » Arte

 

Si è conclusa martedì 12 giugno, con tanto di proroga di 7 giorni, la personale di Giuliano Vanni ospitata dai locali dei Magazzini del Sale.

Ricordato da molti senesi come l’autore del drappellone per il Palio del luglio del 1983 e per il Masgalano del 1996, Vanni è molto di più di questo. Lo dimostrano le sue opere, e lo dimostra il coinvolgimento di molte personalità artistiche della nostra città che hanno partecipato attivamente alla curatela della mostra.

Artista puro Giuliano Vanni è poco incline a compromessi e egocentrismi, troppo spesso alla base di carriere e successi facili di cui sempre più si nutrono gli artisti delle nuove generazioni. Così scrive Esther Biancotti: «Alle lusinghe dei meccanismi del sistema dell’arte preferì il tormento del lavoro in nome di un impegno creativo e intellettuale consapevole; un’anima contemplativa dedita ad una ricerca filologica dell’opera basata sulla sperimentazione, alimentata più dallo studio e dall’autocritica e intimidita più dal paragone con chi considerava giganti (da Duccio, Beccafumi, Bernini fino a Brancusi) che non dalla scena artistica a lui contemporanea».

 

 

Le opere di Vanni seguono alla perfezione tale pensiero: sperimentali, oniriche e allo stesso tempo fedeli ad una tecnica incline al perfezionismo. Questo è evidente nei lavori risalenti agli anni ’80 (oli su tela, sculture, nonché il mezzo busto di Aceto e il drappellone realizzato per il Palio di luglio 1983) ma si realizza completamente nei collage di produzione più recente dove figure geometriche di materiali vari fanno tutt’uno con sfondi funzionali ed onirici al contempo.

 

Andrea Dani

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