Con un po’ di ritardo per via di un’inviata sbadata arriva anche la recensione, che certo non poteva mancare, sulla 2° “Festa degli artisti di strada” in piazza Duomo dello scorso giovedì.
Seppur centrale e magnifica la zona del Duomo di Siena, per ragioni planimetriche ignote, rimane spesso esclusa dal passeggio e dal “bighellonaggio” cittadino. “Bighellonaggio” che si riversa invece di solito tra piazza del Campo e via Banchi di Sopra. Ciò, data la bellezza del luogo, è un vero e proprio peccato. Di giorno, infatti, la zona è battuta esclusivamente da turisti, mentre la sera, silenziosa e vuota, ospita soltanto qualche coppietta in cerca di intimità.
Tanti giovani come giovedì sera scorso era da un bel po’ che non si vedevano da quelle parti. Il che già di per sé pareva una festa. Tra internet, Facebook e un po’ di passaparola si è adunata una discreta folla.
La serata vera e propria è iniziata verso le undici e si è assestata, dopo vari cambi di posizione, una mezzora dopo, sulla scalinata di fronte alla facciata del Duomo. La prima collocazione, più infelice, davanti all’entrata del Santa Maria, aveva permesso a pochi di godere delle prime esibizioni di musica e magia e ne aveva allontanati altrettanti, che purtroppo si sono persi il resto della serata.
La festa ha preso il via con l’esibizione canora di Lisè Amantine & Co., accompagnata da flauto, chitarre, percussioni e da chi sapeva le parole delle canzoni, o da chi, insomma, le scimmiottava.
Le ragazze greche in un’atmosfera di partecipazione non troppo rumorosa, che permettesse alle loro voci non amplificate di risuonare, si sono cimentate in un repertorio internazionale a cui il pubblico, alla fine di ogni esibizione, ha risposto con applausi scroscianti.
La serata, ormai avviata, è proseguita con la danza di fuoco di Niccolò Sansevieri, con le gags dei “Tuffimmenso”, i pagliacci dell’occasione, con gli esilaranti estratti dai “Monologhi della vagina”, ormai famosi alla platea senese, e con la musica dei Vendemmia Tardiva, band di Siena.
Per di più, il caso ha voluto, che la serata coincidesse con “Lux in Nocte”, la prima edizione dell’apertura serale del Museo dell’Opera, che ha contribuito, con la luce di qualche candela, a impreziosire il già suggestivo e insolito scenario, che dall’altro lato era occupato dall’unione corale senese, vestita di tutto punto, ad interpretare brani classici per l’occasione.
Un contrasto niente male, tra arte istituzionale e arte di strada, tra pubblico adulto e pubblico giovane. Una bella serata, che ha risvegliato una piazza, che di solito sonnecchia solitaria. Sono mancate, forse, soltanto un po’ di organizzazione e una maggiore razionalizzazione degli spazi che compensassero la mancanza di una acustica adeguata, troppe sovrapposizioni e tanta dispersione. Ma anche tanta buona volontà e partecipazione per un vento complessivamente riuscito.
Le forze dell’ordine infine – come commenta Felix Siriano (organizzatore), che dopo il successo della festa si è definito comico in declino e manager in ascesa – sono arrivate solo alla fine attendendo discretamente la fine della serata, come nella migliore tradizione dei film d’azione all’americana.
Che dire? Alla terza edizione!
(Hanno partecipato alla serata: Matteo Passarelli, Vendemmia Tardiva, Niccolò Sansevieri, U’ Shaman, Lisè Amantine & Co., Felix Siriano, Teatro XX, Sol and Giò, I Cicciezinos)
Claudia Martinelli








